APPELLO PER IL COMPAGNO ENRICO VILLIMBURGO – La Solidarietà è un arma, usiamola!

Pubblicato: 03/28/2014 in Compagni, Formazioni Armate
Tag:, , , , , , , , , ,

30-marzo

“Non siamo avvezzi a chiedere aiuto. Noi , quella generazione che è insorta contro le nefandezze di questa classe dirigente e di questo sistema basato sullo sfruttamento e sull’oppresione. Tuttavia oltre a galera ed esilio, l’umanità di questa nostra storia ci porta a fare i conti con il tempo che aggredisce la vita e la salute di compagne e compagni.

Una brutta malattia ha colpito uno di questi compagni esule a Parigi, Enrico, e le condizioni amministrative e giuridiche dei rifugiati in Francia non consente loro di godere del sostegno pubblico.  Chiediamo quindi un contributo anche economico a chi se la sente.”

All’ interno della presentazione dell’ultimo libro di Barbara Balzerani: “Lascia che il mare entri” si terrà un aperitivo i cui proventi andranno a sostenere le cure di Enrico 

PER CHIUNQUE NON POSSA ESSERE PRESENTE MA VUOLE UGUALMENTE SOSTENERE ENRICO ECCO DOVE EFFETTUARE IL VERSAMENTO:

IBAN
IT 04 P 05034 37750 000000000577
intestato a Manuela Villimburgo. Specificare nella causale: “per Enrico
c/o BANCO POPOLARE – FILIALE DI BORGO SAN LORENZO (FI)    –   VIA L. DA VINCI, 42

APPELLO DEI COMPAGNI E DELLE COMPAGNE DI ENRICO

TRENI SORVEGLIATI

Molti militanti delle formazioni armate, più di un trentennio fa, hanno preso un treno e sono partiti. Alla fine del 1980, una massiccia ondata, la prima di quelle che avrebbero caratterizzato il decennio successivo, sbarcava in Francia, con l’urgenza di mettere il più di chilometri possibile di distanza con una Italia che si stava avvitando in una spirale di violenta repressione. Al primo respiro di sollievo in suolo di Francia, ne sono seguiti molti altri, a ogni libertà provvisoria concessa, a ogni avviso sfavorevole emesso dalle Chambres, a ogni decreto d’estradizione non firmato. Di fatto, tra un sospiro e l’altro, si è arrivati a credere che la promessa di François Mitterrand fosse una di quelle serie. Il gruppo degli italiani, difficile definirli comunità, si andava ingrossando ed inventava le più diverse forme di sopravvivenza, insomma investiva il proprio futuro su una dichiarazione ufficiosa. Intorno, si creava la solidarietà della terra d’accoglienza, che seguiva con estrema attenzione le vicissitudini del paese Italia e le sue derive autoritarie. A lustri di calma piatta si alternavano arresti adrenalinici, e gli italiani zampettavano verso i tribunali, valutando il passare del tempo dalle borse stile mercato rionale sotto gli occhi, le tempie ingrigite, uno spessore allarmante del giro vita. Nel 1998, lo spettro Europa cominciò a battere i suoi colpi dal tavolino di Shengen; partirono tre ordini di arresto e gli italiani si svegliano, o meglio vengono svegliati da un tam-tam ben allarmato. E la storia si ripete: prigioni, solidarietà, tribunali ed alla fine l’ulteriore respiro di sollievo, questa volta più udibile: con la messa in libertà dei tre arrestati, arrivarono decine di permessi di soggiorno, che avevano trovato sino ad allora la negativa più ferma, quanto incomprensibile della prefettura. Si poteva andare avanti, restando aggrappati a un puro istinto di sopravvivenza. Dall’altra parte della frontiera, si aggiustava il tiro, nel senso del tiro al piccione. Il concorso del giornalismo ha regalato un’apparenza di legittimità ad una montagna di luoghi comuni a proposito degli italiani in Francia (e di un numero più ristretto altrove), trasformando una storia collettiva in un romanzo d’appendice. L’esilio dorato, per citarne uno, quando lo si incontra scritto e sempre maiuscolo, riesce sempre a stupire: dorato? Basterebbe pensare a Dante, che pur non essendo obbligato a scavalcare le Alpi, trovava alquanto salato “lo pane altrui”. In verità gli italiani diventano oggetto di interesse solo nell’emergenza. O meglio così è stato sino all’estradizione di Paolo Persichetti, quando alla spontanea solidarietà dei suoi colleghi universitari si sono aggiunte le iniziative più diverse.

Ma la reazione più diffusa è stata di stupore e incredulità: dopo vent’anni ritornava il problema degli italiani rifugiati, peggio di guerre stellari! Poi in ordine di tempo è toccato a Cesare Battisti, poi a Marina Petrella. E non dimentichiamo la vergognosa estradizione di Rita Algranati dall’Algeria. La possibilità che in Francia era stata offerta, vivere liberi e preservare la propria memoria, al riparo per quanto possibile da pressioni e ricatti, è stata di nuovo messa in discussione. Oltre frontiera, opinionisti e politici puntarono di nuovo l’indice accusatorio verso la Francia e spesso più si collocano a sinistra e più sono incarogniti. Alla faccia della laicità della critica, qui siamo al peggio del dogmatismo religioso; di fronte a tanta pervicace ostinazione, una sola spiegazione è possibile: non vogliono capire, vogliono punire, schiacciare, umiliare. Eppure continua a restare incomprensibile cosa ci sia di gratificante nell’aver salvato l’Italia dal pericolo “terrorista” per consegnarla a Berlusconi, Fini, Bossi…

Intanto per gli scampati si vive solo il presente, che sia presente del passato, presente del presente, presente del futuro; ma in questa vicenda degli italiani esiliati, è come se tutto restasse sospeso in un tempo senza distinguo fra passato e presente e futuro. Per ritornare all’inizio, i treni che hanno portato in salvo in terra di Francia gli sbaragliati delle lotte armate italiane, sono ancora fermi al binario con il loro carico di salvi a metà, liberi a metà; da questi treni vorrebbero finalmente scendere.

Uno di loro è Enrico Villimburgo. Enrico è stato un militante della colonna romana delle BR. Uno di quelli che si è sottratto alla mannaia delle condanne infinite. Uno di quelli la cui condanna non scade. Adesso Enrico è malato e ha bisogno del sostegno che il piccolo gruppo di compagni che si stanno prendendo cura di lui non sono più in grado di garantire per intero.

RIFERIMENTO: http://contromaelstrom.com/2014/03/28/sosteniamo-un-compagno-colpito-da-malattia-esule-in-francia/

Annunci
commenti
  1. kleovis ha detto:

    spero il meglio per il compagno. vi mando dalla grecia, Atene e la mia Kavala delle foto fatte durante le ultime mobilitazioni contro le galere. vi abbraccio. Mikis
    ανοιχτή συνέλευση α/α ενάντια στις ειδικές συνθήκες

    1

    2

    3

    ν τοποθέτησαν πανό αλληλεγγύης σε διάφορα σημεία της πόλης. IMG_3059eIMG_3057eIMG_3056e

    Liked by 1 persona

  2. kleovis ha detto:

    vedo che le foto non sono riuscito a posterle, non sono bravo usando la rete, scusate mi! In ogni caso potete trovarle su aenai kinisi
    Tanti baci, mikis

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...