CAMILO TORRES RESTREPO (Bogotà 3 febbraio 1929 – provincia di Santander 15 febbraio 1966)

Di famiglia dell’alta borghesia colombiana, si iscrive alla Facoltà di Diritto all’Università Nazionale di Colombia, fonda successivamente un giornale studentesco di denuncia e tenta di organizzare un sindacato dei lustrascarpe. In questi anni Torres fatica a trovare la sua vera vocazione, infine rompe un fidanzamento prossimo al matrimonio e decide per il sacerdozio.

La sua prima messa è nella cattedrale di Bogotà nel 1954, successivamente diventa titolare della cattedra di Sociologia nella stessa Università dove aveva studiato, i temi della sua polemica si riferiscono alla necessità della rivolta per ottenere le riforme sociali, una rivolta che dovrà trasformarsi poi in rivoluzione ed infine in lotta armata. Prese apertamente posizione in favore dell’estrema sinistra, teorizzando una teologia della rivoluzione intesa come l’unica efficace maniera di realizzare l’amore cristiano nei confronti dei diseredati e degli oppressi.

Privato della cattedra, osteggiato dalle alte gerarchie ecclesiastiche colombiane ed infine espulso, Torres non rinuncia al sacerdozio, fondando il giornale Fronte Unito ed organizzando incontri e dibattiti. Nel 1963 decide di darsi alla lotta armata clandestina, glissando gli inviti del FARC ed unendosi all’ELN (Ejercito de Liberacion Nacional) all’epoca impegnato nei primi passi della lotta armata e fortemente dipendente dagli aiuti cubani. L’ELN trova così molti proseliti grazie all’efficacia della predicazione di Torres, che presto si trasforma in una sorta di inafferrabile primula rossa, ma anche in un ottimo veicolo di pubblicità, per i propri compagni d’armi e per gli altri gruppi di guerriglia.
Nel febbraio 1966 una delagazione denuncia all’esercito un gruppo dell’ELN che opera nella zona di Santander. Torres, che si trova casualmente in questa zona, si unisce a questo gruppo che subisce l’attacco dell’esercito, vengono uccisi tre guerriglieri, uno dei caduti è Padre Camilo Torres.

camilogue“Donde cayó Camilo nació una cruz,
pero no de madera sino de luz.
Lo mataron cuando iba por su fusil,
Camilo Torres muere para vivir”
(Cruz de luz – Víctor Jara)

 

“Sabemos que el hambre es mortal” decía el cura Camilo Torres. Y si lo sabemos, decía, ¿tiene sentido  perder el tiempo discutiendo si es inmortal el alma? Camilo creía en el cristianismo como práctica del amor al prójimo y quería que ese amor fuera eficaz. Tenía la obsesión del amor eficaz. Esa obsesión lo alzó en armas y por ella ha caído, en un desconocido rincón de Colombia, peleando en las guerrillas.”
(Eduardo Galeano)

http://www.galeon.com/elortiba/camilo.html

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