Lo scorso anno il compagno, il fratello “Picchio” ci ha lasciati (di Salvatore Ricciardi)

Pubblicato: 08/25/2014 in Uncategorized

 

 

Un anno fa moriva Carlo Picchiura, credo che il modo migliore per ricordarlo sia attraverso le parole di un grande compagno, Salvatore Ricciardi.

CIAO PICCHIO, LA TERRA TI SIA LIEVE

Chi era Carlo? Voi non lo sapete! Non lo sapete perché non sapete nulla di noi. Per voi travet dell’ordine esistente non era un “ideologo” e non gli avete dedicato nemmeno una riga in cronaca. Bravi! Ma voi che ne sapete di noi? Voi uomini e donne accondiscendenti ad ogni desiderio del potere e dei grandi media non lo potete sapere perché non avete voluto sapere nulla, di chi vi ha messo in discussione e, forse, vi ha messo anche una grande paura. Non lo sapete perché non avete voluto conoscere la nostra storia né i nostri percorsi politici e umani. Men che meno avete voluto conoscere i motivi del perché parti grandi o piccole di quelle generazioni vi si sono rivoltate contro per spazzare via il vostro sistema di sfruttamento e anche la vostra boria e le vostre malversazioni. Vi siete inventati schemi organizzativi, cattivi maestri, ideologie, leader e “comandanti”. Vi siete inventati tutto perché avevate e avete paura di guardarci da vicino, di guardarci negli occhi.

Ci avete giudicato secondo il codice penale per seppellirci sotto secoli, millenni di galera sperando che di noi non restasse nemmeno il ricordo. Noi, quelle donne e quegli uomini che avevano urlato che bisognava cambiare tutto e avevano cominciato a farlo! Poi, anche se abbiamo sbagliato molto o poco, il grido si è dimostrato puntuale e la realtà di oggi e di domani lo sbatte in faccia a tutti.
Salvatore Ricciardi

contromaelstrom

Lo scorso anno il compagno, il fratello “Picchio” ci ha lasciati

Erano gli ultimi giorni di agosto anche lo scorso anno. Quei giorni in cui si accorciano le giornate e il caldo afoso comincia a diminuire. Lo scoso anno, non quest’estate che in molte regioni di Italia di caldo ne ha regalato ben poco.

Erano i giorni del rientro dalle vacanze, per chi le poteva ancora fare, sempre più corte, in località sempre più vicine e sempre più spesso in non-costose e assai economiche case di conoscenti.

In quei giorni è arrivata la brutta notizia della morte di “Picchio”. Non proprio inaspettata, sapevamo della brutta malattia che lo aveva colpito, la Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) lo aveva ridotto a una non-vita: non poteva parlare, né mangiare, né muoversi, non riuscivamo più a comuicare con lui, né lui con noi.

Carlo Picchiura, “Picchio” se ne è andato, ma non…

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