Marzo: pensieri sparsi e voglia di … prassi

Pubblicato: 03/09/2015 in Memoria, Vivo spettinata
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FIRMAFinito il baraccone, le mimose sono state tutte consegnate, le pizze mangiate e qualche strip sicuramente è stato fatto. Le donne sono state festeggiate!
Ma non è per questo che scrivo oggi, già ho spiegato cosa è per me il 8 marzo e, sebbene a modo mio, già ho reso il tributo necessario alle lotte della donna nella società capitalistica ed a questa giornata che si perde tra le tante date che sono marchiate a fuoco sul mio cuore.
Sì perchè marzo è pieno di anniversari, la maggior parte dei quali terribili ed angoscianti.

Quando penso al mese di marzo penso ai compagni che mi hanno rubato, a Francesco, la cui corsa è stata fermata da un proiettile sparato da un carabiniere in via Mascarella il 11 marzo 1977; ad Annamaria Ludmann, a Lorenzo Betassa, a Piero Panciarelli, a Riccardo Dura, massacrati dagli sgherri di Carlo Alberto Dalla Chiesa in via Fracchia a Genova il 28 marzo 1980; a Dax, ucciso da fascisti a Milano il 16 marzo 2003; a Pedro, ucciso dalla polizia a Trieste il 9 marzo 1985; all’arresto di Sole, Baleno, e Silvano Pellissero il 5 marzo 1998 ed alla morte di Baleno il 28 marzo successivo; a Giangiacomo Feltrinelli sotto il traliccio il 14 marzo 1972; a Fausto e Iaio assassinati dai fascisti a Milano il 18 marzo 1978. Ai tanti, troppi compagni, così tanti che fermo qui l’elenco e racchiudo in questi nomi tutti i cuori che ci hanno rubato.

Quando penso al mese di marzo penso al 30 marzo, la giornata in cui, ogni anno la Palestina e il suo popolo celebrano e festeggiano la giornata della terra per ricordare i palestinesi che sono stati uccisi nel difendere il diritto di vivere nella propria terra e per lottare e portare avanti la resistenza contro il continuo furto di terre e il trasferimento forzato della popolazione araba, contro lo stato d’assedio, il muro dell’Apartheid, la continua perpetrazione di crimini contro l’umanità ai danni di civili arabi.

«Que le bonheur humain par le sang acheté, Tous nos vils oppresseurs seront réduits en cendre Et que ce monde, enfin, aura l’Egalité»

«Que le bonheur humain par le sang acheté, Tous nos vils oppresseurs seront réduits en cendre Et que ce monde, enfin, aura l’Egalité»

Quando penso al mese di marzo penso alla bandiera rossa, che sventola sull’Hotel de Ville a Parigi il 18 marzo 1871, al primo governo rivoluzionario popolare e operaio ed ai suoi martiri «Parigi operaia, con la sua Comune, sarà celebrata in eterno come l’araldo glorioso di una nuova società. I suoi martiri hanno per urna il grande cuore della classe operaia. I suoi sterminatori, la storia li ha già inchiodati a quella gogna eterna dalla quale non riusciranno a riscattarli tutte le preghiere dei loro preti». (Karl Marx, La guerra civile in Francia, Londra, 30 maggio 1871)

Quando penso al mese di marzo penso al marzo di fuoco dei grandi scioperi nel 1943, il «risveglio operaio» contro il regime, la guerra, la fame in fabbriche militarizzate, dove scioperare poteva costare il tribunale speciale e la galera.

Penso, penso, penso … ma credo sia meglio smettere di pensare … «Un gruppo di compagni decide di agire, di svegliarsi dal letargo, di smetterla con il radicalismo verbale, con le discussioni su una strategia che perdono sempre più di significato…»

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