11 marzo 1977-11 marzo 2015 Francesco siamo ancora qui! A pugno chiuso compagno

Pubblicato: 03/10/2015 in Francesco Lorusso, Per i compagni assassinati
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C’è una prima volta per tutto … il primo bacio, le prime lacrime, il primo amore …
Francesco è stato il mio primo dolore di compagna, una coltellata nel cuore che ha ucciso i miei sedici anni e mi ha fatto capire il significato delle parole odio, vendetta, nemico. Non si è mai sopito quell’odio e neppure il desiderio di vendicare la morte di Francesco e di tutti i compagni che sono stati assassinati, li coltivo con cura, anno dopo anno, perché se non lo facessi, significherebbe che ho dimenticato e se dimenticassi avrebbero vinto loro, i miei nemici di sempre: il potere, lo stato, dio, i padroni …
Mai dimenticare, mai perdonare e lavorare per vendicare!

I GIORNALI DI MARZO*

03

I segni delle pallottole sul muro di via Mascarella

I giornali di marzo,
i giornali di marzo hanno spiegato,
i giornali di marzo,
i giornali di marzo hanno raccontato,
quello di ritrovare un accordo, un colloquio,
è sfuggito per miracolo al linciaggio.
Il più preoccupante per i medici è un carabiniere,
e mentre fanno un esame esterno del cadavere.
Senza sapere dove andare,
senza sapere che direzione prendere,
inginocchiarsi prendere la mira e sparare,
solo la pasticceria memore della recente ferita è serrata,
nel primissimo pomeriggio
con il cielo ancora parzialmente sereno.
I giornali di marzo,
i giornali di marzo hanno parlato,
i giornali di marzo,
i giornali di marzo hanno chiarito.
Un bottegaio a guardia della sua bottega
guardati con rabbia da un capannello di persone,
ha l’orlo del pantalone perforato, grida,
m’ha salvato lo scarpone.
Alle 13.15 sono partiti alcuni colpi.
In un succedersi incalzante
di fughe assalti e contrassalti,
solo le poche centinaia di persone che non erano scappate,
da alcuni uffici sono stati portati all’aperto tavoli,
i nostri aspiranti tupamaros devono convincersi.
I giornali di marzo,
i giornali di marzo hanno capito,
i giornali di marzo,
i giornali di marzo hanno mentito.
05Gli uomini sono scesi a terra già in assetto da campagna,
prudenza delle forze dello Stato,
hanno replicato con lanci a ripetizione di candelotti lacrimogeni,
è stato centrato alla schiena cadendo immediatamente.
Coi bottoni dorati e gli ottoni lucenti
fischiando la marsigliese,
mentre il vento fa il solletico ai sogni
rimasti impigliati nel cancello dei denti.

* Tutti i versi, tranne gli ultimi quattro, sono LETTERALMENTE ricavati dalle cronache dei fatti dell’11 e del 12 Marzo, apparse su “Il resto del Carlino” e su “Repubblica” di quei giorni.

Claudio Lolli

 

 

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