Giochiamoci l’ultimo frammento di cuore

Pubblicato: 03/31/2016 in Lavoro e sfruttamento, Politica Internazionale
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Un compagno ha rispolverato un mio vecchio articolo, scritto nell’estate del 2012 in occasione della marcia dei minatori in Spagna; rileggerlo mi è piaciuto e mi è venuta voglia di pubblicarlo. L’evento è passato ma i sentimenti sono sempre validi e la voglia di combattere pure.

“E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore” [Che Guevara] 
Hanno camminato per 19 giorni. La marcia dei minatori delle Asturie, di Aragona, Castilla y Leon, Castilla-La Mancha e Andalusia, iniziata ai primi di giugno per combattere la chiusura delle miniere di carbone, unica fonte di reddito per tutta quella zona del paese è giunta oggi in piena notte a Madrid, la capitale del potere politico ed economico spagnolo.
I mineros, stanno combattendo contro un taglio del 63% degli aiuti al settore, un piano killer del governo che diminuirà il finanziamento da 310 a 111 milioni, disattendendo all’accordo strategico precedente firmato tra sindacato e padronato.
Un vero e proprio attentato al lavoro di migliaia e migliaia di persone, tra miniere e indotto, che stanno difendendo a denti stretti il loro futuro.
Sono arrivati a Madrid accolti da una grande ovazione in una piazza piena di migliaia di persone, che li hanno abbracciati in un immenso corteo. La manifestazione è stata relativamente calma fino al Paseo de la Castellana, la grande strada del centro città dove si trova la sede del ministero dell’industria.
Qui sono iniziati i primi scontri, cariche e sassaiole, seguiti immediatamente dall’utilizzo dei proiettili di gomma da parte della polizia antisommossa. Si parla già di oltre 50 manifestanti feriti e di 8 arresti.
La repressione spagnola tenta così di mortificare la lotta dei minatori, che più che una battaglia in difesa del proprio posto di lavoro e del proprio salario sta assumendo sempre più chiaramente le forme dell’insurrezione.
Una di quelle insurrezioni che non si fermano davanti a nulla e che si combattono usando qualsiasi mezzo a disposizione; dall’impiego sistematico e continuo dei blocchi stradali con barricate, che in Spagna vanno avanti da settimane, agli scontri feroci con gli apparati speciali delle forze di polizia, che da oltre un mese militarizzano le regioni ad altra concentrazione mineraria.
La contrapposizione tra lavoratori e reparti speciali della Guardia Civil alza il tiro giorno dopo giorno, con una rabbia e una determinazione a noi ormai sconosciute. Ed è proprio questa determinazione, questa capacità di combattere senza indugi, e soprattutto il fatto che minatori delle Asturie stiano indicando la strada a tutti i lavoratori (non solo della Spagna, ma di tutti i Paesi d’Europa) che lo stato spagnolo, tramite i suoi scagnozzi vuole reprimere con il terrore, attraverso i pestaggi e le pallottole di gomma sparate ad altezza uomo, attraverso le violenze perpetrate nelle caserme, nei blindati e nei luoghi di detenzione.
Inoltre, ad aumentare la preoccupazione dei governanti c’è la grande solidarietà diffusa in tutta la provincia autonoma della Spagna settentrionale, area ricca di giacimenti e impianti di estrazione mineraria.
Gli abitanti delle Asturie e di León e Aragona, malgrado i grossi disagi (pensiamo alle autostrade, che vengono ripetutamente bloccate, con code e rallentamenti che da mesi ormai hanno variato tempi e spostamenti), si son sempre rivelati solidali ed uniti alla lotta dei minatori.
Lo dimostra il fatto che sono numerosissimi i fermi e gli arresti di persone che appartengono a tutt’altre categorie: dai dipendenti pubblici, ai metalmeccanici, dai pensionati, agli studenti.
Questa è la prima vittoria dei mineros, e questa è la lezione che noi (tutti noi, non solo in Italia ma in tutt’Europa) dobbiamo imparare dalla Spagna: la lotta prolungata ad oltranza e radicale contro i governi criminali che ci stanno rubando la vita, e la solidarietà reale e fattiva senza cedimenti di tutte le categorie.
Questa è del resto l’unica vera arma contro le classi dominanti di tutta Europa.
Trotsky disse: “Se il capitalismo è incapace di soddisfare le rivendicazioni che inevitabilmente sorgono dai disastri che esso stesso genera, allora che perisca!” ebbene è giunta l’ora di farlo perire, di giocarci anche l’ultimo frammento di cuore!
PIENA SOLIDARIETÀ AI MINATORI IN LOTTA!
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