Archivio per la categoria ‘Vivo spettinata’

Hai preso a pugni la paura, l’obbedienza, il razzismo, il fascismo, l’imperialismo e per ultima la tua malattia.  Addio Campione che la terra ti sia lieve

muhammad-ali-fist-apple-think-different

NO VIETONG EVER CALLED ME NIGGER

“Perché… dovrebbero chiedermi di indossareun’uniforme e andare a 10.000 miglia da casa e sparare bombe e proiettili su gente scura in Vietnam, mentre i cosiddetti negri a Louisville sono minacciati come cani e si vedono negati i semplici diritti umani? No, non andrò a 10.000 miglia da casa per aiutare a uccidere e incendiare un’altra povera nazione semplicemente per continuare la dominazione degli schiavisti bianchi sulla gente scura in tutto il mondo. Questo è il giorno in cui tali mali devono arrivare a una fine. Sono stato avvisato che prendere questa posizione mi costerà milioni di dollari. Ma l’ho già detto una volta e lo dirò ancora. Il vero nemico della mia gente è qui. Non disonorerò la mia religione, la mia gente o me stesso diventando uno strumento per schiavizzare chi sta combattendo per la sua giustizia, libertà e uguaglianza. Se pensassi che la guerra portasse libertà e uguaglianza ai 22 milioni di persone della mia gente non dovrebbero arruolarmi, mi unirei domani. Non ho niente da perdere difendendo le mie convinzioni. Andrò in galera, e allora? Noi siamo stati in galera per 400 anni”.

Annunci

Sono ormai passati 12 anni da quella maledetta notte, in cui abbiamo avuto la notizia della morte di Pantani e oggi come allora non riesco a vincere quel senso di vuoto e malinconia per la perdita di un campione, come pochi c’è ne sono stati nella storia del ciclismo, ma anche una rabbia infinita per la morte inutile di un ragazzo, che si è sentito solo. Ciao Marco

 

“Cosa va fatto oggi lo decide chi fa, coloro che fanno, non chi guarda. E dovranno decidere per evitare di nascondersi… dietro il “tempo che passa” e continuare a vivere nello spaesamento totale.” Sono le parole conclusive di questo bellissimo articolo di Salvo, che non posso fare a meno di pubblicare. Leggetelo … e poi rileggetelo e infine fatevi la giusta domanda: “Che fare?”

contromaelstrom

Il tempo, l’amore e la lotta di classe

Ciascuno e ciascuna di noi ha una sua particolare idea dell’amore. La letteratura ci fornisce una varietà infinita di concezioni dell’amore nelle diverse epoche storiche, nelle diverse culture, nei diversi strati sociali.

Ad esempio: l’amore cavalleresco, quello romantico, l’amore eterno, l’amore fisico, quello spirituale, l’amor filiale, quello materno e quello paterno, quello appassionato, l’amore platonico, l’amor muliebre, l’amor di patria, l’amore divino, ecc., ecc. (Kollontaj)

tempoMa il tempo che rapporto ha con l’amore? Il tempo ha un ruolo nella concezione che ciascuno/a ha dell’amore. Per esempio rispetto alla sua durata. Alcune parole sono state prodotte per rappresentare rapporti d’amore a seconda della loro durata e dell’intensità: “mi sto facendo una storia con…” vuol dire sto avendo un rapporto sentimentale di non-lunga durata; oppure “mi vedo con tizio/a…” è un rapporto non molto coinvolgente e forse ancor più breve…

View original post 765 altre parole

CMwySVjWIAA4vD0
Auguro a tutti noi libertà dalle buone maniere, dal consumismo, dai pregiudizi.
Di amare appassionatamente ed odiare intensamente
Di vivere ogni momento come fosse l’ultimo
Di non avere rimorsi mai
Auguro a tutti la capacità di non distogliere mai lo sguardo da quanto succede intorno a noi, ma di svegliarci ogni mattina incazzati e con la voglia di combattere contro qualsiasi ingiustizia e prevaricazione.
Di imparare a dire no sempre più forte
Di migliorare la mira quando lanciamo sassi contro il potere
Di preparare molotov sempre più incendiarie
Di accendere il miglior incendio mai visto per bruciare una prigione
Di radere al suolo una caserma
Auguro a tutti noi un anno di lotta, che ci svegli dall’immobilismo e dall’ignavia e che ci veda tutti uniti a combattere per spezzare le catene del potere
Buon 2016!
Madda

panettoni1

“Nel nostro paese, in America e in ogni paese europeo occidentale la gente deve rimpinzarsi di cibo, cibo in continuazione per non essere assalita dall’idea di riflettere su quanto e come noi abbiamo a che fare con il Vietnam. … Io non posso credere che non verrà il giorno, prima o poi, in cui la gente sarà stufa di essere soltanto sazia. … Anche a me piacciono le auto, mi piacciono anche tutte quelle belle cose in vendita nei grandi magazzini. Ma se si è costretti a comperarle per non diventare consapevoli, allora il prezzo richiesto è troppo elevato. Non si dovrà guardare soltanto al Vietnam e alla sua miseria; a quel punto basterà anche dare un’occhiata realistica alla nostra società per accorgersi di questa incoscienza, che io definisco semplicemente disumana.” (Gudrun Ensslin 1968)

Canto per Lelio

Pubblicato: 12/08/2015 in Vivo spettinata
Tag:, ,
2015-12-08 10.11.35“Non avvicinarti alla mia tomba piangendo.
Non ci sono. Non dormo li.
Io sono come mille venti che soffiano.
Io sono come un diamante nella neve, splendente.
Io sono la luce del sole sul grano dorato.
Io sono la pioggia gentile attesa in autunno.
Quando ti svegli la mattina tranquilla,
sono il canto di uno stormo di uccelli.
Io sono anche le stelle che brillano mentre la notte cade sulla tua finestra.
Perciò’ non avvicinarti alla mia tomba piangendo.
Non ci sono. Io non sono morto”

Canto Navajo

th
Cerco la rima.

Son pieno d’amore
per gli altri,
son pieno
d’amore
e il mio
amore
è un fluido
magnetico
passato
al setaccio.
Il mio
amore per gli
altri è vero.

E nel mio
amore vero
c’è tutto
th (1)c’è l’odio.
Un pizzico d’odio
non guasta
l’amore perfetto.
E il mio amore
perfetto è un mare
con un po’
d’odio dentro, granelli
di sabbia.
E il mio amore
è un fluido
magnetico passato
al setaccio.
(A.Pazienza)PAZ il_segno_di_una_resa_invincibile_450

2015-09-01 11.26.39Stanotte ti ho sognata. Son passati 3 anni da quando mi hai lasciata. Mille giorni sapendo che non ti avrei potuto telefonare, che non ci saremmo incontrate … mille giorni senza te, ed ancora oggi non riesco ad abituarmi all’idea che non ti incontrerò mai più. Quante risate che ci facevamo insieme! E quante lacrime abbiamo pianto l’una per l’altra, per poi ricominciare a ridere … “le lacrime fanno gli occhi belli” ,dicevi, ed io mi incazzavo con te per questa frase da nonna così sciocca e stupida, prima di capire che lo avevi detto proprio per vedermi partire in una sfuriata.
Mi manchi tanto amica mia mi manca il tuo sorriso, mi mancano i tuoi abbracci, i tuoi baci. 

Balla ancora con me Paolina … Balliamo insieme e non mi sentirò mai sola

La mia amica è forte, delicata, brillante e sincera, conosce il mio sguardo, il mio sorriso la mia allegria e la mia malinconia.
La mia amica è una risata nel silenzio, un bacio e una stretta sotto casa, anche se ci siamo viste durante il giorno. È la persona che quando la musica smette di suonare, quando gli altri vanno via trova sempre un pretesto per restare, perché la serata non sia finita.
Non è un ricordo in una foto ma un pensiero vivo in ogni momento della giornata, un soffio di vento in ogni luogo che visito, un accordo nella musica che ascolto. È ogni regalo che abbiamo aperto insieme,anche quelli che non erano incartati a festa, anche quelli che non erano regali.
La nostra amicizia ha il sapore di cioccolato e di panna, con lei mi sento al sicuro, non ho pensieri da rimuginare, né parole da misurare; lascia fuori le scarpe e mette le pantofole per entrare nel mio cuore, dove anche quando grido, sono arrabbiata o nervosa si sente sempre “a casa”.
La mia amica non mi lascia mai, neppure quando parte perché è comunque al mio fianco, ed ogni giorno, per sempre, riprenderemo i nostri dialoghi mai finiti.

papa81Buon compleanno Lelio, mi manchi.
Il mio cuore è pieno di tutte le parole che avrei voluto dirti, che non ho detto per orgoglio, perché si pensa sempre che sia altra occasione, perché i padri sembrano eterni agli occhi delle figlie innamorate.
Padre, amico, compagno, amato e odiato come solo a 16 anni si può odiare, il tuo amore mi accompagna in ogni istante e sempre più spesso scopro nelle mie parole le tue lezioni di vita, a volte noiose, i tuoi rimproveri, i valori che mi hai trasmesso, la tua voglia di giocare e di vivere senza mai scendere a patti con la tua coscienza.
Vorrei vederti, anche solo una volta ancora, entrare in casa danzando con negli occhi la felicità nel vederci
vorrei sentire l’orgoglio che dal tuo cuore sgorgava quando pronunciavi le parole “mia figlia”.

vecchia muralesVoglio uno sciopero in cui trovarci tutti.
Uno sciopero di braccia, di gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.

Voglio uno sciopero di operai
di colombe
di autisti
di fiori
di tecnici
di bambini
di medici
di donne.

Voglio uno sciopero grande,
che comprenda persino l’amore.
Uno sciopero in cui tutto si fermi,
l’orologio
le fabbriche
l’impianto
le scuole
il bus
gli ospedali
la strada
i porti.

Uno sciopero d’occhi, di mani e di baci.
Uno sciopero in cui non sia permesso respirare,
uno sciopero in cui nasca il silenzio
per ascoltare i passi
del tiranno che se ne va.